Una soluzione migliore per la Grecia!

Posted: 31/08/2011 in IT, Società

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Io ho già cambiato da indignato a inspirato.

Come lo vedo io essiste una soluzione facile al problema della Grecia, che al stesso tempo sarebbe valida per il Portogallo, l’Irlanda o la Islanda. Infatti, per molti altri paesi se non tutti:

La abolizione totale dei paradisi fiscali!

Con la abolizione dei paradisi fiscali si libera un capitale sostanziale, attualmente nascosto, che si ricuperarebbe per la società.  Sono convinto che il cittadino medio di tutto il mondo (98%?) sarebbe d’accordo. Al stesso tempo so che gli instituzioni ufficiali e i specialisti (quelli stessi che non hanno visto venire la crisi e non sanno come risolverlo) lo concideraranno un punto di vista troppo semplice e poco realista. Da parte di loro è da aspettare una reazione del tipo “Si chiaro, più facile dire che fare!”. Ed è che, apparentemente, hanno trattato di combattere i paradisi fiscali da decenni. Può essere che il fatto che non siano riusciti raggiungerlo ancora abbia da fare con gli enormi capitali e interessi involucrati? …pero, che capitali? E gli interessi di chi (e cuanti)?

La idea generale è che i conti occolti in quei paradisi fiscale lo contengono principalmente essenzialmente i politici corrotti, il crimine organizzato, i terroristi o il traffico delle arme. No ostante, molta gente non sa che molte delle emprese (¿¿¿ dita, dite, diti ???) internazionali con nomi famosi e presenti nelle borse valori fanno grandi sforzi per portare, anche loro, cuanto più possibile il suo capitale ai paradisi fiscali col eufemismo di “off shore banking”, pero che nella prattica è essattamente lo stesso. Eludendo le tasse di questo modo, molti multinazionali riescono a pagare conciderabilmente meno tasse, ottenendo un altro vantaggio importante ancora rispetto le piccole e medie imprese.

La pirateria finanziaria

Paradisi fiscali sono pirateria finanziaria
Paradisi fiscali – pirateria finanziaria

Sebbene i multinazionali hanno la capacità e la habilità di farlo di modo apparentemente legale, grazie ai vuoti legali, nella prattica non stanno faciendo altro che eludere le tasse, occoltare i soldi e posibilmente intraprendere attività poco transparenti (vedi il documentale di Frontline). Se questo si puo conciderare legale si reduce a una questione di interpretazione. È un capitale nascosto, estratto della corso finanziario legale con trucchi finanziarii e nascosto della società in posti segreti, come lo facevano i pirati con i suoi bottini nei tempi remoti. Di conseguenza sorge, per se stesso, la domanda se, infatti, abbiano ancora diritto su questi soldi. In realtà, sono soldi che dovrebbero stare nel tesoro pubblico e parzialmente nella tua tasca.

Allora, perche essistono ancora questi paradisi fiscale e questa forma ambigua di tolerarli? Di nuovo, per quelli enormi capitali ed interessi involucrati, specificamente di questi (pocchi) grandi multinazionali (compresi i propri banchi). Nemeno i nostri governi nazionali sono lo suficientemente forti per (o disposti a) pressionare.

Pressione sociale contra la dittatura del denaro

Nonostante… se i movimenti collectivi del nord di Africa sono stati capaci di rovesciare decenni di regime dictatoriali di modo pacifico, perche i cittadini di tutto il mondo non seremo capaci di rovesciare alcuni secoli di dittatura del denaro ed eliminarlo definitivamente del nostro sistema? Igualmente di forma pacifica, solo con la pressione sociale. In cuesto caso no solo a un nivello nazionale, se no a un nivello internazionale. Questo ultimo è sempre stata la grande barrera. Non c’è mai stata la sufficiente pressione a nivello internazionale da parte dei vari governi insieme, perche pensavano ed attuavano ancora troppo a nivello di paese. I multinazionali hanno, come il crimine organizato, la corrozione politica e il traffico delle arme, il vantaggio di essere internazionalmente flessibile che li fa stare piu forte che i governi nazionali.

Pero sembra che ora si può superare quel ventaggio, già che non solo la crimine e la industria si hanno globalizato, se no anche la coscienza etica e i movimenti sociali.

Uno stimolo internazionale per la abolizione totale dei paradisi fiscali

Raggiungere la abolizione totale dei paradisi fiscali vuole uno stimulo forte e internazionale e mi è avvenuto una formula molto semplice che potrebbe essere sufficiente motivazione tanto per i stati come per le persone individuali.

Il capitale nascosto che si libera dei conti secreti si divide entre i paesi secondo la provenenza del proprietario. In altre parole i soldi si restituiscono al paese dove il proprietario (persona o entità) normalmente paga le sue tasse o dove ha la residenza o ufficio principale. 

Poi in ogni paese, il 50% di questi soldi vano al tesoro pubblico e gli altri 50% si divide entre la populazione di entre 18 e 64 anni, quel grupo che tradizionalmente rappresentava la forza laborale di un paese.

È imposibile determinare la cuota exacta di denaro nero su conti nascosti (ovviamente). Gli estimazioni vanno da la metà a varie volte il capitale in bianco. Perciò, finche nessuno possa dimostrare lo contrario con dati tangibili, uno può semplicemente ‘dicchiarare’ con tutta libertà, che la cuota di capitale in nero, nascosto nei paradisi fiscale è il doppio del capitale in biancho che essiste nel mondo. Detto di altro modo, per cada paese il doppio del suo Prodotto Nazionale.

Grecia di un colpo de la bancarotta a la prosperità

GRECIA: La realidad de estos días...

Barzeletta nel Pais (giornale spagnolo) I banchieri greci picchiano a i manifestanti e la polizia coll'Euro

Tornando a la situazione della Grecia, que fu l’inizio dei miei pensieri per essere la goccia che faceva traboccare il vaso, adesso si può fare un calcolo facile.

Il Prodotto Nazionale della Grecia (2007) si estimaba verso i $314 miliardi. Quindi, Grecia riceverebbe un po più di $600 miliardi, o lo che è lostesso:  $600.000 milioni.

Quindi, ci sarebbe $300.000 milioni per il tesoro pubblico e la stessa cuantità per la poblazione.

O sia, lo stato potrebbe ritornare di colpo il credito di €110.000 del che tanto avevano bisogno per non entrare in bancarotta e che tanto panico ha causato nella Unione Europea. Incluso le rimanerebbe cuasi il doppio da aprofitare.

Con rispetto a la poblazione; il numero di habitanti della Grecia (2010) si estimava sulle 10.760.136 con un 66% entre i 15 e 64 anni. Reducendo questo al grupo di entre 18 e 64 e arrotondando, sono in torno a i 7 milioni di persone.  Dividere $300.000 milioni entre 7 milioni di persone = $42.858 per ogni adulto in età lavorabile. Sono quasi 4 volte il stipendio medio in Grecia ($11.342,30)

In poche parole: un paese che stava a punto della bancarotta totale, di colpo diventerebbe próspero. E solo grazie a ritornare il capitale nascosto dei paradisi fiscali a la corrente financiera legale e transparente!

Non serà questo molto meglio che ricortare dramaticamente i pensioni, la educazione, la sanità pubblica o la infrastruttura nazionale da una parte, e, da l’altra parte, vendere il paese a pezzi ai speculatori aggresivi (chiamato privatizare) che, in fatti, furono precisamente la causa originale della menacia di bancarotta e che cosi ottenerebbero (??) benefici sustanziali, parzialmente in nero, che verebbero ingresati nei suoi conti occolti dei paradisi fiscali?

E si, se ha chiuso il circulo.

Puo esserci alcuna cosa piu indignante?

La questione fundamentale

Obviamente si trata di un calculo hipotetico su estimazioni non verificabili. E la cuota di distribuzione potrebbe variare. Pero questo è completamente irrelevante. Oso pensare che ai governi ne a le popolazioni non gli importarebbe se il risultato reale fosse “solo” a la metà o incluso una decima parte dello calcolato. La cuestione fundamentale è, che essiste un capitale sustanziale “là fuori” che potrebbe risolvere di colpo la situazione critica di vari paesi (i suoi cittadini) e se no, almeno, ammorbidirlo notevolmente.

Non è arrivata già la ora di risolvere questo una volta per tutte?

Per cominciare puoi  segnare la petizione di abolire i paradisi fiscali o espressare la tua opinione.

Ancora da svillupare:

  • ventaggi adizionali (colaterali) della abolizione dei paradisi fiscali
  • vie per esercire pressione pacifica (con apportazioni dei visitanti)
  • preparare e introdurre una nuova instituzione financiera pubblica e transparente

Un referimento interesante:

http://paradisifiscali.org/articoli/abolire-i-paradisi-fiscali-sarebbe-un-inferno.html
“Il 60% dei capitali mondiali transitano dai paradisi fiscali:”
“Secondo alcuni sono il lato oscuro della finanza internazionale e secondo altri una necessità del sistema economico.”
“Questa è la logica del capitalismo e la globalizzazione la favorisce”
“Quelli che hanno rubato per decenni e ridotto sul lastrico il sistema finanziario internazionale vogliono che i cittadini abbiano solo il diritto di lavorare e pagare le tasse. ”
“Pagare per sanare gli errori degli altri. È la logica del più forte, è un mondo controllato e pieno di cittadini robot, …”
“… i primi ad evadere sono proprio i politici italiani …”
“Se pagassimo tutti le tasse, se ne pagherebbero meno”

Altro da leggere (EN):

  • Offshore Banking and Tax Havens Have Become Heart of Global Economy
    There are anywhere between $10 and $20 trillion sitting offshore at the moment. Half of world trade is processed in one way or another through tax havens.
    C’è fra 10 e 20 TRILIONI su i conti off shore. La metà del comercio mondiale e processato attraverso i paradisi fiscali.
  • Where the money is
    …there is $15 trillion to $20 trillion in private wealth sitting offshore. Nearly half of it is owned by 91,000 people–0.001% of the world’s population.
    … essiste fra 15 a 20 TRILIONI in conti privati off shore. Quasi la metà è di proprietà di 91.000 persone – 0,001% della popolazione mondiale
  • Tax havens cause povery – taxjustice.net
    We estimate that the amount of funds held offshore by individuals is about $11.5 trillion – with a resulting annual loss of tax revenue on the income from these assets of about 250 billion dollars. This is five times what the World Bank estimated in 2002 was needed to address the UN Millenium Development Goal of halving world poverty by 2015. This much money could also pay to transform the world’s energy infrastructure to tackle climate change.
    I fondi individuali su conti off shore sono 5 volte di più di quello che la UN stimavo necesario per ridurre la povertà nel mondo a la metà verso l’anno 2015. Alternativamente questi soldi si potrebbero usarsi per frenare il problema del riscaldamento globale.
  • A fair world is a world without tax havens
    There is nothing wrong in trying to minimise one’s tax burden, but avoidance altogether is immoral.
  • Tax dodging – who pays?
    Tax is a key weapon in the fight against poverty. Taxes paid by companies and individuals enable governments to fund vital public services such as health care, education, clean water and electricity, and to finance anti-poverty programmes throughout the world. So when multinational corporations and wealthy individuals fail to pay the tax they owe, it’s the poor who pick up the bill.
    Le tasse sono chiavi per la lotta contra la povertà. Le tasse permettono ai governi finanziare servizi pubblici vitali come la assistenza sanitaria, la educazione, acqua potabile, elettricità e programmi anti-povertà in tutto il mondo. Se i multinazionali e i ricchi eludano le tasse, sono i poveri che pagano la fattura.
Just a frase I liked:

You can ignore reality… but you can’t ignore the consequences of ignoring reality!

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